Usiamo la zucca! Parlarsi fa ritrovare magicamente se stessi e gli altri!
Fascia d’età 3 – 10 anni
Fonte: fiaba tradizionale
Autore: Livia Amabilino e Lorella Tessarotto
Regia: Maurizio Zacchigna
Assistente alla regia: Daniele Tenze
Produzione: La Contrada -Teatro stabile di Trieste
con il sostegno della Provincia di Trieste
Interpreti: Valentino Pagliei,
Paola Saitta, Lorenzo Zuffi
Scene: Umberto di Grazia
Costumi: Ida Visintin
Musiche: Carlo Moser
Tecnica: teatro d’attore
Durata 50 minuti
Una bambina gioca sul palcoscenico. E’ felice. L’infanzia è il luogo magico dell’immaginazione dove ogni gesto, nel rito del gioco, assume un significato delicato e speciale. Arriva un bambino che rompe l’incantesimo con gesti sgarbati e provocatori. Non è la prima volta che succede, forse perché la nostra protagonista è un po’ timida e sensibile.
Per fortuna c’è una nonna ad ascoltare le sue disavventure e a consolarla, narrandole una storia speciale che assomiglia alla sua. E’ la vicenda di Cenerentola, la serva bambina maltrattata dalla matrigna e dalle sorellastre.
La storia è conosciuta, ma questa trasposizione teatrale elimina, riprendendo una versione poco nota, zucche, carrozze e topolini a favore di un albero magico sotto il quale si può leggere e sognare. E trovare la forza di rispondere con coraggio ai soprusi e alle violenze, forse aiutati da un piccolo amico…
In maniera indiretta lo spettacolo vuole affrontare il tema della sopraffazione del più debole, anche da parte del coetaneo, dell’amico, del familiare.
La storia è a lieto fine, a patto però di capire dove trovare la forza di opporsi con l’intelligenza e la forza interiore alle situazioni difficili. Ma niente paura! In questo spettacolo non vengono meno gli elementi più tradizionali e divertenti della fiaba tradizionale: ci sono le scarpette, il ballo, il principe e naturalmente le sorellastre vanitose…
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